
Primo Maggio 2007 “PRIMO: IL LAVORO”
Il Ns. Segretario Gabriella Melighetti sul primo Maggio 2007:
Dopo oltre 100 anni c’è ancora oggi la necessità di festeggiare il 1° Maggio, perché quei valori di Giustizia, Libertà e Pace anche in Italia non sono raggiunti una volta per sempre, ma hanno bisogno di essere coltivati, curati e mantenuti vivi nelle coscienze di ognuno di noi.
Quest’anno peraltro ricorre il 60° anniversario dell’eccidio di “Portella della Ginestra” dove il 1° maggio 1947 circa 2000 contadini si erano dati appuntamento per festeggiare la fine della dittatura ed il ripristino della libertà.
La grande Manifestazione Sindacale di Cgil Cisl e Uil che si svolgerà a Torino, simbolo da sempre di industria e di lavoro per tutta l’Italia, e l’esempio di una Fiat in ascesa può fare da traino a un’Italia sonnacchiosa e spaventata dal declino e lo slogan “l’Italia riparte dal lavoro” mette in chiaro la priorità che è al centro dell’azione sindacale in questo momento.
Più semplicemente io dico: “PRIMO: IL LAVORO” come il manifesto Cisl del 1° Maggio del 1985.
Per qualcuno è un auspicio? Eppure il 1° articolo della Costituzione Italiana recita:”L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”. Ciò nonostante dobbiamo continuamente ridirci che il lavoro è un diritto costituzionale, un impegno quotidiano di tutti ma soprattutto di chi amministra e legifera.
E penso a quel lavoro che è giusto quando pone al centro la persona, il primato dell’essere sull’avere, che è giusto quando ha il legittimo contratto e l’equo compenso, che è giusto quando è nel rispetto delle regole, degli orari quando non si muore per lavoro.
Diverse le analisi che possiamo fare sul lavoro: che il lavoro è sempre più precario, che non si fa abbastanza per la formazione e la qualificazione, che si agisce spesso solo sul costo, ma in questa occasione mi pare importante soffermarci, unendoci al Capo dello Stato in questa battaglia, sulle tante morti bianche.
Si, 1300 vittime sul lavoro, senza contare gli infortuni, sono davvero troppe e per il sindacato la salvaguardia della sicurezza e della salute sul luogo di lavoro è e rimane un obiettivo fondamentale, al pari della retribuzione. Il lavoro serve alla vita e non viceversa. La vita e la salute, ne siamo convinti, valgono molto di più di quel che si produce. Le morti bianche hanno precise motivazioni e dobbiamo delle risposte. Allora credo che su questo segnali forti devono venire dalla politica: serve che la legge varata dal Consiglio dei Ministri sia approvata rapidamente, serve che si metta al bando le gare al massimo ribasso e si mettano in piedi meccanismi di selezione delle imprese. Serve che per avviare un’impresa si dimostri di avere le necessarie competenze e non semplicemente recarsi alla CCIAA ad iscriversi, servono puntuali e sistematiche ispezioni soprattutto sulle nascenti imprese.
Un’altra attenzione è sul lavoro e la legalità: nel nostro distretto c’è una economia forzata che lavora e produce nella illegalità e nel cottimo che non contribuisce in modo positivo ad uno sviluppo economico sano.
C’è urgenza di legalità a partire proprio dal bisogno primario: “il lavoro”, e non ci può essere lavoro buono dove non c’è legalità.
Il Primo Maggio dunque “sarà insieme un giorno di festa e di lotta”. Lotta contro la precarietà, il lavoro nero, la disoccupazione, lotta per il buon lavoro, nella legalità e nella sicurezza con la consapevolezza che l’azione deve essere comune nella ricerca di soluzioni possibili e poter così guardare al futuro con serenità. W IL PRIMO MAGGIO
Dopo oltre 100 anni c’è ancora oggi la necessità di festeggiare il 1° Maggio, perché quei valori di Giustizia, Libertà e Pace anche in Italia non sono raggiunti una volta per sempre, ma hanno bisogno di essere coltivati, curati e mantenuti vivi nelle coscienze di ognuno di noi.
Quest’anno peraltro ricorre il 60° anniversario dell’eccidio di “Portella della Ginestra” dove il 1° maggio 1947 circa 2000 contadini si erano dati appuntamento per festeggiare la fine della dittatura ed il ripristino della libertà.
La grande Manifestazione Sindacale di Cgil Cisl e Uil che si svolgerà a Torino, simbolo da sempre di industria e di lavoro per tutta l’Italia, e l’esempio di una Fiat in ascesa può fare da traino a un’Italia sonnacchiosa e spaventata dal declino e lo slogan “l’Italia riparte dal lavoro” mette in chiaro la priorità che è al centro dell’azione sindacale in questo momento.
Più semplicemente io dico: “PRIMO: IL LAVORO” come il manifesto Cisl del 1° Maggio del 1985.
Per qualcuno è un auspicio? Eppure il 1° articolo della Costituzione Italiana recita:”L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”. Ciò nonostante dobbiamo continuamente ridirci che il lavoro è un diritto costituzionale, un impegno quotidiano di tutti ma soprattutto di chi amministra e legifera.
E penso a quel lavoro che è giusto quando pone al centro la persona, il primato dell’essere sull’avere, che è giusto quando ha il legittimo contratto e l’equo compenso, che è giusto quando è nel rispetto delle regole, degli orari quando non si muore per lavoro.
Diverse le analisi che possiamo fare sul lavoro: che il lavoro è sempre più precario, che non si fa abbastanza per la formazione e la qualificazione, che si agisce spesso solo sul costo, ma in questa occasione mi pare importante soffermarci, unendoci al Capo dello Stato in questa battaglia, sulle tante morti bianche.
Si, 1300 vittime sul lavoro, senza contare gli infortuni, sono davvero troppe e per il sindacato la salvaguardia della sicurezza e della salute sul luogo di lavoro è e rimane un obiettivo fondamentale, al pari della retribuzione. Il lavoro serve alla vita e non viceversa. La vita e la salute, ne siamo convinti, valgono molto di più di quel che si produce. Le morti bianche hanno precise motivazioni e dobbiamo delle risposte. Allora credo che su questo segnali forti devono venire dalla politica: serve che la legge varata dal Consiglio dei Ministri sia approvata rapidamente, serve che si metta al bando le gare al massimo ribasso e si mettano in piedi meccanismi di selezione delle imprese. Serve che per avviare un’impresa si dimostri di avere le necessarie competenze e non semplicemente recarsi alla CCIAA ad iscriversi, servono puntuali e sistematiche ispezioni soprattutto sulle nascenti imprese.
Un’altra attenzione è sul lavoro e la legalità: nel nostro distretto c’è una economia forzata che lavora e produce nella illegalità e nel cottimo che non contribuisce in modo positivo ad uno sviluppo economico sano.
C’è urgenza di legalità a partire proprio dal bisogno primario: “il lavoro”, e non ci può essere lavoro buono dove non c’è legalità.
Il Primo Maggio dunque “sarà insieme un giorno di festa e di lotta”. Lotta contro la precarietà, il lavoro nero, la disoccupazione, lotta per il buon lavoro, nella legalità e nella sicurezza con la consapevolezza che l’azione deve essere comune nella ricerca di soluzioni possibili e poter così guardare al futuro con serenità. W IL PRIMO MAGGIO
Visualizza il manifesto di Prato:
3 commenti:
w il primo maggio w la festa dei lavoratori!!!!
i lavoratori sono i meglio.
carlo
Auguri per la festa del lavoro 2016 !!!
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