Il 7 ottobre le Confederazioni sindacali di CGIL, CISL e UIL, rappresentanti sindacali di diversi paesi, lavoratrici e lavoratori e studenti degli Istituti superiori della Regione Umbria, si sono dati appuntamento ad Assisi per la celebrare la Giornata Mondiale del lavoro dignitoso.
La Giornata Mondiale per il lavoro dignitoso è un iniziativa della Confederazione Internazionale dei Sindacati per sensibilizzare i cittadini e le istituzioni di tutto il mondo sul tema del lavoro dignitoso quale efficace strumento di lotta alla povertà, democratizzazione e rafforzamento della coesione sociale.
Il lavoro dignitoso è un concetto che trova espressione in quattro obiettivi: il rispetto delle norme fondamentali e degli standard internazionali del lavoro; la relazione tra occupazione ed opportunità di guadagno; il diritto alla previdenza ed alla sicurezza; il rafforzamento del dialogo sociale.
Ci sono paesi in cui l’assenza di lavoro dignitoso è segnata ancor più radicalmente dall’assenza di qualsiasi libertà sindacale, come in Birmania dove si muore per il solo fatto di essere dalla parte del lavoro dignitoso, ricorda Zaw Tun, rappresentante del sindacato birmano. In Colombia, se sei un sindacalista, sei un bersaglio mobile: nel 2006 sono stati assassinati 78 sindacalisti. I paramilitari, ma anche l’esercito o la polizia sparano contro i sindacalisti in Colombia – denuncia Rafael Molano della CUT Colombia. Nel continente africano lottare per un lavoro dignitoso significa fare i conti con una classe dirigente disinteressata al problema perché imposta dalle armi, priva di cultura democratica che strizza l’occhio a vecchi e nuovi colonizzatori, sostiene Adrien Akoute dell’ ITUC- Africa.
E’ importante che i cittadini europei ed in particolare gli Italiani abbiano consapevolezza di lottare per un lavoro dignitoso in contesti in cui i diritti fondamentali sono rispettati. Quei diritti basilari che noi Europei diamo per scontati non lo sono affatto nel resto del mondo globalizzato. Tuttavia, in Europa ed in Italia siamo ancora lontani dalla conquista del lavoro dignitoso per tutti. In un paese come il nostro dove si continua a “morire di lavoro”, dove gruppi di lavoratori e lavoratrici sono pesantemente discriminati, dove dilaga la precarietà, evidentemente non si può parlare di lavoro dignitoso per tutti.
Il sindacato italiano ne è consapevole ed è pronto ad impegnarsi con i mezzi e le competenze necessarie a svolgere il suo ruolo per garantire a tutti i lavoratori e le lavoratrici un lavoro ed una vita dignitosa.
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